
Venti festival aderenti, una nuova identità grafica, un sito dedicato, un protocollo di collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania e un’attività comune di promozione e valorizzazione delle manifestazioni che animano il territorio.
La Rete Unesco dei Festival culturali del Val di Noto consolida il percorso avviato quasi due anni fa e traccia un primo bilancio dei risultati raggiunti, confermandosi come uno spazio di collaborazione tra alcune delle principali esperienze culturali attive nella Sicilia sud-orientale.
Nata con l’obiettivo di mettere in relazione festival differenti per dimensioni, linguaggi e discipline, la Rete riunisce oggi 20 realtà culturali, impegnate durante tutto l’anno nella produzione e nella diffusione di cultura attraverso letteratura, musica, fotografia, cinema, arti performative e contaminazioni tra linguaggi diversi. Le nuove iniziative culturali che hanno aderito sono Due Sicilie, Lavinaio Rock Fest e Vulcanica, mentre altri due festival sono in entrata.
«Quando siamo partiti, l’obiettivo era quello di costruire una rete vera, capace di mettere in comune esperienze, competenze e strumenti da raccontare anche fuori dal nostro Paese. Essere arrivati a venti realtà aderenti ci dice che esiste un bisogno concreto di cooperazione e che questo percorso può diventare sempre più strutturato», dichiara Simone Dei Pieri, coordinatore della Rete Unesco dei Festival culturali del Val di Noto.
Una crescita che non è solo numerica. In questi mesi la Rete si è dotata di una nuova identità grafica, alla quale ha lavorato l'Accademia di Belle Arti di Catania e di un sito web, progettato dall'azienda catanese Flazio, pensato come spazio comune attraverso cui raccontare i festival, raccoglierne attività e appuntamenti e offrire una porta d’accesso unitaria a un patrimonio culturale diffuso tra le città e i territori del Val di Noto.
A questo si aggiunge il protocollo di collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania, che rafforza il rapporto tra la Rete e il mondo della formazione e apre alla possibilità di sviluppare progettualità condivise, coinvolgendo nuove generazioni di professionisti della cultura, della comunicazione e delle arti.
Parallelamente è stato avviato un lavoro comune di promozione dei festival aderenti, con l’obiettivo di superare la frammentazione delle singole iniziative e costruire una narrazione condivisa dell’offerta culturale del territorio.
«Uno dei problemi del nostro territorio è che spesso abbiamo esperienze culturali di grande qualità che lavorano da sole. Metterle in relazione significa renderle più forti, aumentare la loro capacità di raccontarsi e soprattutto provare a costruire qualcosa che rimanga anche oltre i singoli eventi. Un festival dura alcuni giorni, una rete può lavorare tutto l’anno», prosegue Dei Pieri.
La scelta di costruire strumenti condivisi - dall’identità visiva al sito, fino alle attività di comunicazione e alle collaborazioni istituzionali - risponde proprio alla volontà di trasformare una rete informale di relazioni in una piattaforma capace di generare progettualità comuni. Il percorso della Rete guarda adesso a una nuova fase: rafforzare la collaborazione tra gli aderenti, costruire nuove partnership con istituzioni culturali e formative e aumentare la capacità di promozione comune, dentro e fuori la Sicilia. Provando a trasformare tante esperienze culturali, ciascuna con la propria identità, in una capacità collettiva del territorio.






