
È il futuro della Fondazione Inda a riaccendere il confronto in Consiglio comunale. La discussione sugli ultimi tre sovrintendenti e sui rapporti tra il vertice artistico e il consigliere delegato ha aperto questa mattina i lavori dell’Aula, riportando al centro del dibattito la necessità, sollevata dal Pd, di una possibile revisione dello statuto dell’ente. A illustrare il documento è stato il consigliere Massimo Milazzo, che ha richiamato l’attenzione sulle vicende degli ultimi tre sovrintendenti della Fondazione. Il riferimento è a Calbi, che al termine del mandato non fu inserito nella terna proposta dal Cda, e a Told e Pitteri, entrambi dimessisi prima della scadenza dell’incarico. Secondo Milazzo, si tratta di episodi che rischiano di mettere in cattiva luce l’Inda e che potrebbero essere legati anche a una lacuna dello statuto nella definizione delle competenze del sovrintendente e del consigliere delegato.
Da qui la proposta di valutare una modifica dello statuto, prendendo spunto da altre fondazioni culturali che non prevedono la figura del consigliere delegato e attribuiscono maggiore centralità al sovrintendente, chiamato ad assumere le scelte strategiche dalle quali dipende il successo dell’ente.
A rispondere è stato il sindaco Francesco Italia, che ricopre anche il ruolo di presidente del Cda dell’Inda. Italia ha rivendicato i risultati delle ultime stagioni, definite caratterizzate da successi senza precedenti, e ha parlato di un “clima sereno” all’interno del Consiglio di amministrazione, recentemente rinnovato. Un clima confermato, secondo il sindaco, anche dalla decisione unanime sui titoli delle tragedie da mettere in scena nelle stagioni 2028 e 2029.
Italia ha respinto come “falsa e sbagliata” l’immagine di una Fondazione “mangia-sovrintendenti”. Nel caso di Calbi, ha spiegato, si è trattato della naturale conclusione del mandato. Told, invece, avrebbe lasciato l’incarico dopo aver chiesto di trasformare il contratto a tempo determinato in un rapporto di consulenza, richiesta che non poteva essere accolta. Più inattese, ha ammesso Italia, sono state le dimissioni di Pitteri, che dopo appena tre mesi di contratto aveva già deciso di partecipare ad altri due concorsi pubblici.
Il sindaco ha quindi ricordato che lo statuto, approvato nel 2018, attribuisce ruoli e competenze distinti: il consigliere delegato è un organo della Fondazione, mentre il sovrintendente è un dipendente a tempo determinato. Lo statuto, ha sottolineato, viene rispettato. La possibilità di una riforma, tuttavia, non è esclusa e potrebbe essere affrontata anche in occasione di un prossimo incontro con il ministro della Cultura.






