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"Einaudi Ambiente Sostenibile": il progetto che, a piccoli passi, educa ai grandi cambiamenti ambientali che m

2020-09-21 14:14

Emilia Rossitto

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"Einaudi Ambiente Sostenibile": il progetto che, a piccoli passi, educa ai grandi cambiamenti ambientali che muovono Siracusa

Rigiuti Zero e altre associazioni ambientaliste siracusane, insieme agli studenti per portare avanti i grandi obiettivi futuri.

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Educare ai grandi cambiamenti attraverso piccoli passi per promuovere la tutela dell’ambiente ma anche co-progettare la vita del Vivaio comunale, sono solo alcuni dei fermenti che muovono la città di Siracusa quando si fa riferimento a sostenibilità e verde urbano. A tracciare un punto molto chiaro in tale direzione con il progetto “Einaudi Ambiente Sostenibile” è stata Teresella Celesti, dirigente scolastico dell’Istituto superiore Einaudi di via Canonico Nunzio Agnello dove, venerdì mattina, è stata installata un’oliera destinata al conferimento degli oli vegetali esausti. 

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All’inaugurazione erano presenti oltre ai docenti e agli studenti dell’Einaudi, il professore e referente del progetto, Salvo La Delfa, il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, il responsabile della società Ionica Ambiente, che ha permesso l’installazione del contenitore, Salvo Patti, e il vicecomandante della polizia comunale Romualdo Trionfante. «La nostra scuola – ha spiegato Teresella Celestinel contesto del piano di offerta formativa si è posta come obiettivo la realizzazione di progetti volti a sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’educazione ambientale. Si tratta di mettere a conoscenza alunni e concittadini di tutti quei comportamenti virtuosi che possono migliorare la qualità dell’ambiente e quindi la qualità del pianeta in generale. Sono le piccole cose che fanno la differenza. Abbiamo cominciato con la raccolta differenziata all’interno della scuola. Abbiamo avviato il lavoro della compostiera per quanto riguarda la raccolta dell’umido ed adesso abbiamo provveduto all’installazione di un’oliera che è paradossalmente uno degli strumenti più semplici da utilizzare. Lo smaltimento dell’olio esausto, d’altronde, rappresenta un vero e proprio problema per le famiglie. Da oggi ci sarà la possibilità per i ragazzi, i genitori e la cittadinanza del quartiere, e non solo, di conferire l’olio esausto. Inoltre, accanto è presente un contenitore per il conferimento della plastica».

Possono essere conferiti nell’oliera gli oli vegetali e grassi animali usati per fritture, per la preparazione degli alimenti o per la loro conservazione (es. sottoli, tonno, funghi, carciofini, condimento per riso ecc.) e gli oli e grassi alimentari deteriorati e scaduti (es. lardo, strutto, burro). Un’iniziativa che passa direttamente dalla possibilità di creare nuove sinergie con le aziende del territorio. «L’olio vegetale esausto una volta che viene conferito nell’oliera – ha dichiarato Salvo Patti, responsabile di Ionica Ambiente –, viene raccolto e come materia prima diventa un prodotto importante per l’industria italiana, che lo trasforma in biodiesel o in glicerina per i saponi».

«Abbiamo chiesto all’azienda di realizzare, per quanto possibile, un percorso di alternanza scuola-lavoro con i ragazzi – ha concluso la dirigente –. Perché, è tramite la conoscenza dei luoghi di lavoro che i ragazzi possono orientare le proprie scelte per il futuro. In tal senso non dobbiamo immaginare una bassa manovalanza gratuita che si chiede ai ragazzi ma l’opportunità sia per i ragazzi che per l’azienda coinvolta di avviare nuovi percorsi. Una delle nostre proposte è quella di cominciare un monitoraggio sulla raccolta differenza con una particolare attenzione rispetto al conferimento dell’organico. È nostra opinione che in città ci sia la necessità di valutare un calendario che permetta un conferimento giornaliero dell’organico, in particolar modo, per tutte quelle famiglie che hanno a disposizione piccoli spazi domestici nei quali, soprattutto d’estate e con le alte temperature, raccogliere l’organico diventa problematico. Se si aiutassero i cittadini con azioni concrete a migliorare la qualità del servizio, in qualche modo li porteremmo ad agire meglio. Anche radicali cambiamenti passano attraverso un’educazione graduale. Le buone prassi vanno introdotte poco alla volta».

Ad intervenire a tal proposito è stato, invece, il sindaco, che ha puntualizzato: «Un’ipotesi che non è concreta poiché i ritmi per il conferimento dei rifiuti vengono stabiliti in base ad apposite statistiche elaborate avvalendosi di conoscenze tecniche specifiche. Un modello che, d’altronde, è applicato in tutta l’Italia. Stabilire quante volte alla settimana è possibile conferire un rifiuto non è una decisione che spetta alla politica ma è piuttosto affidata agli esperti del settore che si rifanno a dei dati concreti. In città il percorso che è stato avviato è stato significativo, sotto il profilo culturale e non solo. Siamo riusciti a stravolgere il piano di un luogo, nel quale nel 2013 erano differenziati l’1,8 % dei rifiuti arrivando oggi, con una certa soddisfazione, al 45 %. Qualcuno dice che forse potevamo farlo più velocemente ma è evidente che chi muove queste riflessioni non sia a conoscenza delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il settore rifiuti a Siracusa. Ricordiamoci che abbiamo dato il via a tre gare d’appalto in 7 anni dopo 12 anni durante i quali si andava avanti con le proroghe. La sentenza del Cga di fatto premia l’amministrazione comunale. Ogni battaglia, però, va combattuta con i cittadini dai quali dipende moltissimo. Purtroppo, la maggior parte delle volte in cui vengono effettuate delle sanzioni tramite la polizia ambientale ci rendiamo conto che sono gli esercenti che discaricano i propri prodotti e che spesso non sono nemmeno protocollati al registro della Tari». È l’educazione alla tutela dell’ambiente, secondo l’opinione del Primo cittadino, che può fare davvero la differenza: «Quello dell’educazione è di certo un punto fondamentale – ha poi concluso Italia – spesso affidato al ruolo centrale che in tal senso le scuole ricoprono. Un lavoro che va fatto soprattutto con l’esempio, con il vicino di casa ed il quartiere. Dove esiste comunità, ovvero in quei luoghi dove maggiore è il controllo sociale e dove l’omogeneità è forte come ad esempio può essere il territorio di Belvedere, senza dubbio anche i risultati saranno migliori. In questo contesto di tutela dell’ambiente è importante sottolineare, inoltre, che il progetto della realizzazione delle piste ciclabili rivoluzionerà l’assetto territoriale della nostra città e potenzialmente anche il conseguente impatto ambientale. Da qui ai prossimi tre anni avremo a disposizione 23 chilometri percorribili in bicicletta e 5 piste ciclabili».

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A segnare un capitolo importante sul versante della sostenibilità è senz’altro l’associazione Rifiuti Zero guidata da Emma Schembari. La tutela dell’ambiente e la rigenerazione del verde pubblico sono capisaldi che il comitato porta avanti sul territorio, in particolar modo con la battagli che da diversi anni è stata intrapresa al Vivaio comunale di via di Villa Ortisi: «Il Vivaio – ha raccontato Schembari – è uno spazio non aperto ma apribile e a disposizione di tutti. Dal 2017 è stato sottoscritto un accordo da parte dell’associazione Rifiuti Zero con l’amministrazione comunale che prevede da parte nostra l’impegno di una rigenerazione. Un percorso che negli ultimi anni ha dato i suoi frutti superando di netto le nostre aspettative. Si è costituita una rete delle associazioni che all’interno del Vivaio portano avanti i propri progetti interpretando lo spirito e la responsabilità di cooperazione che ci è stata data con questo accordo. Di conseguenza, l’idea è stata subito quella di creare non una sede di un’associazione ma di uno spazio a disposizione di tutti dove l’associazione ha il compito di disciplinare e assumersi la responsabilità del buon andamento dell’accordo nei confronti dell’amministrazione. È stato fatto un regolamento per la gestione della sede che prevede rigide norme che riguardano il contegno da tenere durante le feste piuttosto che rispetto a come svolgere regolarmente la differenziata. Man mano che la rete delle associazioni si è andata costituendo abbiamo visto che l’educazione ambientale è diventata solo uno dei temi. L’associazione Anteas, ad esempio, persegue uno scopo ricreativo intergenerazionale. È subentrata anche la cooperativa San Martino con il progetto “La cura del verde”, realizzata da operatori e persone autistiche adulte. Questo tipo di iniziativa è per noi un vero e proprio emblema, poiché sposa la cura del verde con un particolare sguardo al benessere della persona e delle sue fragilità. È intervenuta anche l’associazione Aipd con i laboratori di pittura che si tengono dopo la scuola, quando un operatore lavora con circa tre bambini. Abbiamo trattato anche la terapia del dolore attraverso lo scopo ricreativo e le attività motorie, o organizzato corsi di Thai Chi con l’associazione Angolo. Abbiamo sottoscritto un accordo anche con Auser, ma è l’associazione Flora Iblea che si occupa della cura del verde attraverso il docente Giuseppe Piccione ed Antonio Amore. Il Vivaio è inoltre a disposizione di eventuali assemblee che sono già state organizzate dal comitato Ortigia Sostenibile, piuttosto che dai Friday for Future. Altro impegno che portiamo avanti è la Ser, la settimana europea del riciclo e del recupero, che quest’anno cade alla fine di novembre. Siamo anche molto legati al Natale, momento durante il quale si dovrebbe porre attenzione al consumo e ai principi legati all’economia circolare. A progettare con noi ci sono anche i ragazzi di Giosef. L’intenzione è inoltre quella di riqualificare la serra per svolgere attività e laboratori anche d’inverno. Insomma, si tratta di un calendario fitto di iniziative dove non dimentichiamo i giovani grazia anche al supporto dell’artista e writer Roberto Negrini, in arte Side».

A supportare le iniziative delle associazioni anche l’assessore comunale all’Ambiente, Carlo Gradenigo, che ha fatto riferimento a una progettazione per il territorio da immaginare grazie al contributo dei cittadini: «Il verde urbano dovrebbe essere considerato non puramente ornamentale ma anche funzionale. Dovrebbero essere incrementati i metri quadri a disposizione dei cittadini, dovrebbero essere maggiormente curati i parchi di cui la nostra città può godere. La funzionalità del verde urbano studiato anche in base alle esigenze di una comunità diventa cruciale per l’economia complessiva di un territorio. Piantumare alberi che abbiano una chioma tale da consentire ai cittadini di ripararsi nelle lunghe giornate di sole torrido, ma che aiutino contestualmente a diminuire l’impatto di CO2, piuttosto che optare per la riqualificazione di un’area che non imponga sempre la cementificazione, operazione tra l’altro più dispendiosa, ma che ipotizzi la realizzazione di veri e propri parchi, sono tutte soluzioni di cui il territorio potrebbe beneficiare. Un impegno non indifferente ma non impossibile da realizzare. Sicuramente il lavoro da svolgere su questo versante è tanto e deve essere ben strutturato, prevedendo una comunicazione quanto più trasparente possibile».

 

 

 

©riproduzione riservata 

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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