
Il Museo Civico di Alia rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la tutela e la valorizzazione della memoria storica, culturale ed etno-antropologica del territorio. Situato nel cuore del centro storico, il museo conserva preziose testimonianze materiali che raccontano la vita quotidiana, il lavoro e le tradizioni della comunità nel corso del tempo. Attraverso una ricca collezione di oggetti, utensili e reperti legati alla cultura contadina e artigianale, il museo propone un percorso espositivo capace di mettere a confronto passato e presente, favorendo la trasmissione delle conoscenze e dei saperi tradizionali alle nuove generazioni. Non solo spazio espositivo, il Museo Civico di Alia si configura come luogo di incontro, studio e riflessione sull’identità culturale del territorio.
Lo spazio museale, che partecipa attivamente alle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale regionale, promuovendo una visione della cultura come strumento di crescita sociale, educativa e turistica, è inserito nella Rete dei Musei Comunali della Sicilia, progetto nato per iniziativa dell’ANCI Sicilia a cui, fino ad oggi, hanno aderito 101 comuni e 234 musei. Tutte le informazioni disponibili sul portale musei-sicilia.it.
Terra e Luce. Dalla Gurfa al Roden Crater Cuore dell’offerta culturale del museo è la mostra permanente “Terra e Luce. Dalla Gurfa al Roden Crater”, un ideale ponte tra la Sicilia preistorica e l’arte contemporanea internazionale. L’esposizione mette in relazione il sito rupestre della Gurfa di Alia (3000 a.C.) con il celebre Roden Crater dell’artista americano James Turrell, situato nel deserto dell’Arizona.
Il percorso nasce dal dialogo tra le fotografie realizzate da Alessandro Belgiojoso all’interno delle grotte della Gurfa e l’opera di Turrell, considerata una reinterpretazione contemporanea dell’architettura ipogea. Fulcro della mostra è il modello digitale interattivo del Roden Crater Project, realizzato presso l’Università IUAV di Venezia sotto il coordinamento di Alberto De Rosa, che documenta l’opera sia dal punto di vista figurativo sia tecnico-scientifico. Modelli fisici in polvere di nylon accompagnano la ricostruzione digitale, illustrando la complessa articolazione volumetrica dell’intervento ipogeo nel Painted Desert.
Di forte impatto visivo è l’installazione che proietta ininterrottamente sul soffitto 19.000 fotografie montate in sequenza, attraverso le quali Belgiojoso restituisce l’alternanza di luce e buio all’interno della Gurfa. Le immagini costituiscono una testimonianza rara di uno dei più affascinanti esempi di architettura rupestre siciliana: un ambiente circolare alto circa sedici metri e largo dodici, caratterizzato da una volta campaniforme e da un foro zenitale, a cui si aggiungono quattro camere laterali.
Il percorso espositivo è arricchito dalla lectio magistralis tenuta da James Turrell a Palermo nel 2009, dal viaggio studio compiuto nel 2008 dagli studenti dello IUAV all’interno del Roden Crater e dalla ricostruzione virtuale completa del progetto.






