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Loredana Scifo: "La famiglia, le donne e la Sicilia che muta"

2026-01-02 18:26

Redazione

Intervista,

Loredana Scifo: "La famiglia, le donne e la Sicilia che muta"

“La custode dei sogni” è il primo romanzo di Loredana Scifo: un viaggio poetico tra generazioni, amore e resilienza al femminile. Una storia che unisc

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“La custode dei sogni” è il primo romanzo di Loredana Scifo: un viaggio poetico tra generazioni, amore e resilienza al femminile. Una storia che unisce quattro generazioni di donne, una Sicilia intrisa di memoria e un linguaggio che profuma di poesia: La custode dei sogni, primo romanzo di Loredana Scifo, arriva in libreria come un’opera intensa e ricca di sentimento.

Al centro della narrazione c’è Iris, giovane donna sospesa tra desideri, paure e il bisogno di ritrovare sé stessa. È attraverso i suoi occhi che il romanzo ricompone un mosaico familiare tutto al femminile: Sandra, Agata e Maria — tre figure radicate in epoche diverse ma unite da un legame invisibile fatto di amore, sogni e resilienza.

- Qual è stata l’ispirazione di La custode dei sogni, sua opera prima di narrativa? 

“Il mio rapporto con la prosa nasce da lontano - afferma la scrittrice - da quando ero ragazzina, ma fino a La custode dei sogni non ero mai riuscita a portare a termine un romanzo e avevo quasi accettato l’idea di essere “solo” una poetessa o autrice di racconti brevi. L’innesco è arrivato all’improvviso, dopo un colloquio telefonico con un consulente della mia casa editrice, la Aletti Editore, che mi ha proposto di cimentarmi in un testo narrativo. Ho cominciato quasi per gioco, durante l’estate, e la storia si è dispiegata in pochissimo tempo, in circa un mese, in una sorta di trance creativa dalla quale mi riusciva difficile staccarmi. Col tempo ho compreso che personaggi e vicende erano già dentro di me e aspettavano soltanto una forma: così, dopo la prima stesura, è iniziato un lavoro accurato di revisione, integrazione e cesello linguistico, per trovare un equilibrio fra la mia voce poetica e il respiro più ampio del romanzo”. 

- Quali sono i valori che intende trasmettere con questo volume? 

“Al centro del romanzo c’è la famiglia, intesa non solo come legame di sangue, ma come rete di persone che diventano punti di riferimento e accompagnano, spesso in silenzio, i nostri processi di crescita anche spirituale. Un altro valore fondamentale è il rispetto profondo della persona e la libertà di essere sé stessi, di perseguire i propri sogni con tenacia e fiducia, anche quando questo comporta scelte controcorrente. Sopra ogni cosa si staglia il valore dell’amore in tutte le sue forme – di coppia, familiare, amicale, per la vita stessa – insieme alla forza dell’amicizia leale e della resilienza, che permette alle protagoniste di attraversare dolore, perdita e rinascita senza rinunciare alla propria autenticità”.

- Lei affronta il tema delle donne in Sicilia. Che cosa è cambiato tra le diverse generazioni che ha preso ad esempio? 

“Nel romanzo le donne di tre generazioni attraversano una Sicilia che muta, ma conserva una memoria profonda: si passa da figure femminili costrette entro ruoli rigidi e sacrifici silenziosi, a donne che imparano a reclamare la propria voce e il proprio diritto alla felicità. Le nonne e le madri portano su di sé il peso di guerre, povertà, violenze taciute e amori messi alla prova dalla storia, mentre le figlie e le nipoti si confrontano con altre forme di costrizione, più sottili, legate alle aspettative sociali, al giudizio e all’idea “normata” di famiglia e successo. Ciò che è cambiato è la possibilità di nominare il dolore e di scegliere: oggi le protagoniste possono rivendicare spazi di autonomia, separarsi, ricominciare, seguire un desiderio che non coincide per forza con i modelli ereditati, pur restando profondamente radicate nelle proprie origini”.

- Quali sono i temi universali affrontati da Iris, la protagonista dei sogni? 

“Iris - dice Scifo - incarna la ricerca dell’identità e del coraggio di scegliere la propria strada anche quando questo significa mettere in discussione un “destino” già scritto, come un matrimonio infelice, la maternità mancata o imposta, e un’idea di sé fondata solo sul dovere. Attraverso di lei si intrecciano temi universali come la resilienza, il lutto (fisico ed emotivo), la possibilità di rinascere dopo una perdita, il confronto con i propri fantasmi interiori e con le eredità familiari che chiedono di essere guardate e trasformate. Il sogno, nel suo percorso, ha una valenza quasi archetipica: è il luogo in cui passato e presente dialogano, parlando all’anima e indicando una via di libertà, ricordando che solo custodendo i propri sogni e riconoscendo l’amore autentico è possibile trovare sé stessi e accedere a una più profonda forma di felicità, in cui il giudizio degli altri diviene marginale, quasi invisibile”.

- Quanti dei valori che ha fatto emergere nel suo libro sono oggi sbiaditi o del tutto perduti? 

“Molti dei valori al centro del romanzo, come il rispetto profondo della persona, l’ascolto autentico, la responsabilità verso l’altro, la capacità di prendersi cura dei legami, oggi appaiono spesso sbiaditi o dati per scontati, schiacciati dalla fretta, dall’individualismo e da relazioni sempre più liquide, talvolta tossiche o disfunzionali. Non sono del tutto perduti, ma rischiano di diventare marginali: per questo, nelle pagine del libro, la famiglia, l’amicizia leale, l’amore libero da possesso e l’abitudine alla memoria vengono riportati al centro, come “radici vive” da custodire per non smarrire il senso di ciò che siamo. 

- Oltre che la terra natìa, che cos'è per lei la Sicilia? 

"La Sicilia, per me, non è solo la terra natìa, ma un orizzonte interiore: è lingua, luce, contraddizione, vulcano e mare, una geografia emotiva che abita i personaggi e ne modella i silenzi, le ferite, la capacità di rinascere. È una madre esigente e generosa insieme, fatta di memorie familiari, profumi, territori esteriori ed interiori, vento e lava, ma anche di resilienza e resistenza: un luogo dell’anima in cui le storie dei protagonisti, non soltanto femminili, trovano radici, conflitti e, infine, la forza di scegliere la propria libertà”. 

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Siracusa. Numero di iscrizione 01/10 del 4 gennaio 2010

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